Il dossier completo

Nel dossier completo (PDF) troverete :

  • Un’introduzione
  • Domande per incoraggiare la discussione dopo ogni storia
  • Tutte le attività da svolgere dopo la discussione
  • I testi delle storie
  • Le illustrazioni
  • Le disegni da colorare

Strumenti di presentazione

Tina e Toni e i genitori

Un programma di prevenzione ha un maggior impatto se coinvolge anche i genitori. Per questa ragione il programma Tina e Toni si rivolge anche ai genitori in quanto svolgono un ruolo essenziale nello sviluppo dei loro figli. Gli animatori, dal canto loro, fanno in modo che la struttura sia uno spazio d’incontro e di scambio costruttivo tra professionisti e genitori.

Prima di adottare il programma all’interno della scuola o di una struttura d’accoglienza, si consiglia di invitare i genitori ad una serata informativa. In tale occasione, i genitori avranno la possibilità di ascoltare alcune scene e a porre domande sugli obiettivi del programma e sul metodo utilizzato ed inoltre verranno invitati a far propria la modalità di approccio, continuando le attività ludiche a casa. Di solito, gli educatori delle strutture d’accoglienza organizzano regolarmente serate con i genitori. Potrebbero approfittare di una di queste occasioni per allestire una piccola mostra dei disegni, dei lavoretti, delle registrazioni di canzoni e musiche e delle scene eseguite dai bambini.

Il gioco

Il gioco “Tina e Toni” è stato svilupato con l’idea di creare un legame tra la struttura d’accoglienza extrascolastica ed i genitori. Quando il programma è finito, i bambini che hanno partecipato ricevono un gioco di carte per poter portare Tina, Toni ed i loro amici a casa loro. Le carte raffigurano le scene ascoltate nel gruppo e permettono di giocare a due giochi diversi. I genitori sono invitati a giocare con i loro figli; i bambini hanno così l’occasione di raccontare le storie di Tina e Toni e quello di cui hanno parlato e che hanno imparato partecipando al programma.

Ricevere il gioco

“Tina e Toni – il gioco” può essere distribuito a tutti i bambini che hanno partecipato al programma Tina e Toni nella loro scuola o struttura d’accoglienza extrascolastica in Svizzera.

Per ricevere i giochi contattateci dopo aver eseguito almeno 5 scene del programma con un gruppo di bambini. Non dimenticare di comunicarci il tuo indirizzo e il numero di bambini che hanno partecipato.

Condizioni di distribuzione

  • I professionisti che chiedono il gioco hanno ascoltato almeno 5 storie con il loro gruppo di bambini.
  • Il gioco è distribuito solo ai bambini che hanno partecipato al programma. Un gioco è mandato per la struttura.
  • Il gioco è gratuito.
  • Non si può comprare il gioco.
  • Il gioco è mandato solamente in Svizzera.
  • Il gioco è distribuito nei limiti degli stock disponibili.
  • Ci riserviamo il diritto di rifiutare l’invio di giochi.

Le integrazioni da voi proposte

Ci sono stati inviati dagli utenti.
Non esitate a condividere le vostre scoperte con noi!

1. Idee per un più efficace coinvolgimento dei colleghi della propria struttura che non sono animatori di Tina e Toni

  • È utile avere un supporto per poterne parlare. Per spiegare il progetto, utilizzate gli strumenti di presentazione forniti sopra.
  • Inserite Tina e Toni come attività ricorrente nell’agenda della vostra struttura: ricordate il tema e gli obiettivi che verranno trattati.
  • Fate un resoconto di quello che è successo e delle vostre osservazioni. Tina e Toni è utile per aiutare a fissare obiettivi individuali, in quanto permette di osservare più da vicino i bambini e di comprenderne meglio alcune reazioni (disagio momentaneo, violenza, …)
  • Utilizzate un raccoglitore di trasmissione: una struttura di accoglienza protocolla la sessione, le attività proposte e le osservazioni fatte in un raccoglitore di trasmissione.

2. Promuovere quotidianamente i propositi di Tina e Toni

Appena se ne presenta l’occasione, nei momenti di gioco libero, in situazioni simili, fate riferimento a quanto è stato vissuto durante un›animazione incentrata su Tina e Toni. Questo fornisce uno stimolo e dà ai bambini degli strumenti: “Ti ricordi cosa ha provato Yatù quando i suoi amici lo hanno lasciato in disparte?”

3. Un quaderno per i genitori

I bambini raccontano raramente ai loro genitori quello che hanno sentito o vissuto durante un’animazione “Tina e Toni”. Preparate un quaderno per ciascun bambino con foto e frasi tratte dalle discussioni. I quaderni verranno poi consegnati ai genitori alla fine dell›anno, insieme al gioco. I ricordi e le testimonianze della prima infanzia sono importanti per i genitori!

4. Attività fuori sessione dedicate a “Tina e Toni”

Gli utenti a volte hanno difficoltà a trovare il tempo per completare le attività proposte nel programma. Queste possono essere attuate anche al di fuori del contesto di “Tina e Toni”. Perché non imitare la camminata di Tina e Toni sul ponte scivoloso della fase 5 nel momento in cui si esce per la ricreazione? O chiedere a un bambino di mostrare a tutti un modo diverso di salire le scale, come il nuovo studente nella scena 6? Sotto lo sguardo attento e premuroso dell’adulto che lo accompagna, naturalmente!

5. Un’idea alternativa per parlare delle emozioni

Realizzate un “termometro delle emozioni”, una specie di semicerchio con i colori e una freccia che può essere spostata. Il bambino può spostare la freccia sul colore-temperatura corrispondente, ad esempio a seconda che si senta bene, oppure che sia preoccupato a causa di…

6. Per approfondire le difficoltà e le risorse di ognuno

Forse conoscete “Il pentolino di Antonino”, un bellissimo libro illustrato di Isabelle Carrier e tradotto in italiano (Kite Edizioni, 2011), da cui è stato tratto un cortometraggio animato realizzato da Éric Montchaud, nel 2014. Il cortometraggio è disponibile anche in italiano. I temi affrontati sono le risorse e le difficoltà di ognuno, le somiglianze e le differenze, l’integrazione di tutti. L’idea suggerita da un’utente è quella di guardare il film e poi discuterne, in relazione alle scene “Tina e Toni si presentano”, “Un nuovo alunno” e “Aculei utili”.

L’attività che viene proposta chiede di realizzare una sorta di carta d’identità per ciascun personaggio: una per Antonino, una per Tina, una per Toni e una per ciascun bambino, che contengano dei disegni per definire il colore degli occhi del personaggio o del bambino, ciò che a ognuno piace di sé, una risorsa, un punto forte e una difficoltà, una “piccola pentola”. Per ulteriori idee didattiche è disponibile il dossier di A. Wettstein (Education 21, Berna 2017). 

Altre risorse: https://catalogue.education21.ch/it/il-pentolino-di-antonino

 

7. Il teatro per approfondire alcune scene

Potete ad esempio cominciare la storia come indicato, poi interromperla, sollecitando i bambini a trovare delle idee per continuarla. Potete anche ritagliare i personaggi per creare un teatro delle ombre in cui rappresentare la storia o addirittura realizzare una nuova interpretazione.

8. Ricorrere alle marionette o ai pupazzi di peluche

L’uso di burattini è un buon metodo che combina l’aspetto ludico del gioco, la comunicazione semplificata e l’aspetto rassicurante del peluche di un bambino piccolo. Da una rapida ricerca su internet, abbiamo scoperto che esistono in commercio piccoli pupazzi canguro di peluche che assomigliano molto a Tina e Toni. Naturalmente si possono creare anche dei canguri in tessuto o in maglia!

9. Come misurare in modo più efficace i progressi

“All’inizio del programma alcuni bambini non fanno che ascoltare, poi, pian pianino, cominciano a esprimersi. Non ho preso appunti, non avevo una tabella di valutazione, mi dispiace. Data la loro giovane età, è ancora più impressionante vedere i loro progressi, ad esempio nell’esprimere i loro sentimenti!”

Tra le idee suggerite vi è quella di un quaderno in cui annotare le proprie osservazioni sul singolo bambino, sul gruppo e sulla struttura. Dove sono previsti cambiamenti? Nelle capacità di comunicazione, nelle relazioni interpersonali (saper esprimere un’idea, ascoltare gli altri, …), nella fiducia in sé stessi, nell’autostima (sentirsi a proprio agio nel proprio corpo, osare esprimersi, …), nelle capacità “emotive” (riconoscere ciò che si prova, capire cosa sta vivendo l’altro, …), saper gestire lo stress, le emozioni (sapere cosa fare quando si è arrabbiati, interrompere un comportamento irritante, …).

A livello di gruppo, si crea una coesione maggiore tra i bambini che partecipano al programma Tina e Toni? Tra i bambini si creano nuovi legami che non ci saremmo aspettati? E tra i professionisti e i bambini? I bambini osano confidarsi, chiedere aiuto?